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Emozioni romaniste: “Abbiamo scritto la storia”

Nella foto: il presidente della Roma, Dan Friedkin con Josè Mourinho (FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
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C’è tutto nel finale di gara di Tirana, lacrime di gioia, l’esaltazione di un popolo che voleva tornare a vincere. C’è riuscita con questo gruppo plasmato da Mourinho a sua immagine e somiglianza. E l’emozione si fa strada anche nella pancia dell’Air Stadium di Tirana. Dan Friedkin, il nuovo presidente, parte con una vittoria, bella e inattesa. “È un’emozione enorme, sono molto contento che la Roma sia tornata a vincere dopo tutto questo tempo, lo meritava la tifoseria, lo meritava la città e lo meritava la squadra. È un giorno importante per la Roma, so che lo aspettavate da tanto tempo”.

Emozionato e felice il capitano Lorenzo Pellegrini. 

“E’ un’emozione incredibile, capisco chi diceva che vincere è come una droga. Quando vinci vuoi vincere ancora, oggi è uno dei giorni più belli della mia vita. Non sono i tre fischi finali ma il lungo percorso che è stato fatto da quando ero bambino, mio padre è sempre vicino a me anche se è rimasto a Roma. E’ un po’ difficile spiegare i tre fischi, bisogna gioire oggi e ripartire domani. Non può diventare un punto di partenza, deve esserlo. Il mister e il suo staff ci hanno aiutato a migliorarci. Questa è una vittoria per la mia famiglia, i miei figli, ma soprattutto per questa gente straordinaria che non ci ha mai abbandonato soprattutto neoi momenti di difficoltà. Ma questa Coppa è per noi che abbiamo lottato, per loro che insieme a noi hanno lottato poer scrivere questa pagina di storia. Siamo una squadra vera e l’abbiamo dimostrato. Ora dobbiamo festeggiare tanto e poi ripartire, dopo queste belle vittorie è sempre difficile. Ma ripeto, siamo una squadra vera quindi dobbiamo festeggiare e ripartire più forte di prima. Vincere da romano e da capitano è diverso, e mai mi sarei immaginato a 25 anni di togliermi queste soddisfazioni con questa maglia e questa fascia addosso. E’ un bellissimo momento, dobbiamo fissarcelo in testa e farlo ricapitare il prima possibile”.

Giallorossi in passerella, il bello di alzare un trofeo che a inizio stagione sembra impossibile, magari suggestione. Diventuta realà, giorno dopo giorno. “Penso di essere l’unico olandese felice adesso – dice Rick Karsdorp -. Forse anche mio padre, mio fratello e mia moglie. Ora gioco per la Roma e per la città di Roma e ovviamente sono tutti molto contenti. Lo sono anche io. È stato molto strano affrontare il Feyenoord. Felicissimo per questa vittoria”.

La sorpresa della stagione è quella di Nicola Zalewski divenuto un punto fermo della Roma di Mourinho. “Ci credevamo, per me è un sogno vincere un trofeo internazionale giocando titolare e oggi posso solo ringraziare tutto lo staff, la società e i miei compagni. Ero un po’ emozionato, ma era la prima volta. Le emozioni c’erano, non lo nascondo. Il mister mi chiede di giocare a testa alta e di provare gli uno contro uno, penso di aver fatto un buon finale di stagione e sono felice. Il mister mi ha detto che l’occasione sarebbe arrivata e di sfruttarla, penso che così sia stato. Ringrazio lui, la squadra, la società e chi mi sta accanto. Spero che questo sia solo l’inizio”.

Fortemente voluto in estate dal tecnico, Rui Patricio, ha contribuito in maniera indelebile alla vittoria finale. “Siamo tutti molto contenti, abbiamo vinto un trofeo molto importante per noi. Abbiamo vissuto una stagione non semplice ma siamo cresciuti e portato a casa il trofeo, il mio primo europeo a livello di club. Siamo tutti molto felici, è stata davvero un’impresa e dobbiamo godercela tutti insieme. Mourinho con la sua esperienza ci ha aiutato tantissimo perché avere la sua fiducia non puoi immaginare quanto vale. Ora guardiamo avanti,  dobbiamo continuare a lavorare per raggiungere altri obiettivi e realizzare le nostre ambizioni che sono molto grandi”.

Tammy Abraham, nove gol in Coppa. Si è preso la Roma e non l’ha mai lasciata fino alla fine. “Difficile descrivere a parole quello che stiamo vivendo, ma lo meritavamo. Quando sono arrivato ho detto che volevo aiutare la Roma a vincere un trofeo e ci siamo riusciti. Ha un significato enorme per tutti noi, squadra e tifosi. Speriamo di poter continuare così in futuro. Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno manifestato amore, sono davvero felice di poter concludere la stagione con un trofeo. Quando alla fine della mia carriera mi guarderò indietro sarò felice di aver scritto la storia qui a Roma visto che l’ultimo trofeo europeo vinto è stato quando non ero ancora nato”.

Quello di Bryan Cristante è un lavoro oscuro, ma in mezzo al campo, guai a farne a meno.”E’ un momento bellissimo della carriera, è importante davvero ed è bello per i tifosi. E’ uno spettacolo e ce lo godiamo, abbiamo dimostrato di essere una squadra forte. Mourinho ci ha dato convinzione giorno dopo giorno, lo abbiamo seguito. Lui sa come si vince e c’è riuscito. Felice per Zaniolo, per il gol che vale la Coppa. E’ un giocatore forte, e non serviva questa partita per dimostrarlo. Quando sta bene è un giocatore top. Quest’anno abbiamo giocato tanto, ci siamo sempre rialzati e anche stavolta lo si è visto nel momento di difficoltà. Abbiamo messo tutti noi stessi per questo risultato”.

Dalla paura alla gioia, quella di Leonardo Spinazzola. “Penso che domani quando vedrò Roma piena realizzerò, sono felice perché in un mese ho fatto tutto. E’ stupendo alzare un altro trofeo. E’ un’emozione bellissima, ho sofferto con tutte la mia famiglia, con lo staff medico e gli amici ma l’importante è stare qui con il sorriso e con la Coppa. Abbiamo lottato, tutti insieme”.

Il gol partita porta la sua firma e Nicolò Zaniolo, non sta più nella pelle. “Sono felicissimo,  è un’emozione enorme. Era il mio sogno fin da bambino e l’ho realizzato. I tifosi sono fantastici, incredibili anche stasera, questa vittoria è per loro. Siamo una squadra forte, neanche noi sappiamo quanto, ora ci godiamo questa vittoria. Dedica? A mia madre, mio padre, mia sorella, a tutta la mia famiglia che mi è sempre stata vicina in questi anni”.

Infine, tra i tanti contributi, quello del ministro della difesa, Chris Smalling, eletto uomo partita di Roma-Feyenoord. “E’ una Coppa importante ed è bello averla vinta. Sapevamo di doverlo fare, questo vale molto per i tifosi, è stata una stagione di alti e bassi ma i tifosi non sono mai mancati e sono i migliori al mondo. Dedico questa vittoria a loro. Sognavo un’annata così. La mia prima stagione in prestito è stata un sogno, l’anno scorso un colpo duro perché ho lottato tanto per rimanere qui ma ho avuto problemi al ginocchio. Anche quest’anno qualche problemino ma poi ho recuperato e ho avuto un bel finale di stagione. E adesso sì che sono felice”.

Yorois
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