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Napoli,contro il Torino per provare l’allungo e scacciare i fantasmi

Francesco Raiola

Riprende il campionato dopo la sosta per la Nations League e le nazionali sparse per il mondo, e riprende anche la corsa del Napoli, finora inarrestabile, oltre ogni rosea aspettativa. Domani alle 18 arriva al Diego Maradona il Torino di Ivan Juric che lo scorso anno alla guida del Verona con il pareggio decisivo all’ultima giornata condannò il Napoli fuori dalla Champions con l’addio di Gattuso. Spalletti ha cambiato marcia e in conferenza stampa attacca la stampa del nord e non solo pronta al passo falso degli azzurri: “Siete spaventatori professionisti. Sì, dopo la sconfitta si diceva di vedere la reazione, poi a Firenze, ora dopo queste altre partite, io sono sempre stato rappresentato come chi crea i fantasmi, voi con queste frasi ‘viene il bello’ è come quando si attendeva il primo ko, poi Firenze. Ora c’è i contratto di Insigne, prima Firenze, non si può andare avanti senza la firma, c’è sempre questa storia, ora si parla delle prossime partite, prima o poi si indovina, domani piove, domani piove, domani piove, e prima o poi pioverà. Sono partite che possono crearci delle difficoltà, ma abbiamo la rosa per andare incontro ad un periodo difficile, ma ho recuperato anche elementi come Demme, Mertens, Lobotka, elementi per noi fondamentali”. Tornando al campo il tecnico esulta per il ritorno di Mertens: ” Si è messo definitivamente alle spalle questo periodo e si sente realmente di far parte dei 16 titolari che ci sono per partita, noi continuiamo a parlare di 11 titolari ma dobbiamo uniformarci. Con i 5 cambi i titolari non sono più 11, ma sono solo nelle menti di chi vuole cercare il dubbio dei calciatori. Ci sono i titolari dei 60 minuti ed i titolari dei 35′, loro possono risolverla in qualsiasi momento e quindi hanno la stessa importanza di chi ha la maglia all’inizio”. Sul ritorno di Meret e sul dualismo di Ospina Spalletti reagisce così: “Se dice che il problema di Meret in campo si risolve perché Ospina è in ritardo, vi sembra di fare un complimento a Meret? Sembra che giochi solo perché l’altro è in ritardo, non perché è del livello di quell’altro. Il discorso è diverso, avrà più spazio perché se lo merita, non perché c’è un problema. Un problema non c’è. L’altra volta c’era bisogno, è sceso ed è andato in campo, pur non sapendo bene dov’era tra fuso e viaggi, ora perché tutto questo problema? Sono tormentoni per voi, per me sono evoluzioni, possono avvicendarsi, valutazioni in base a ciò che accade in campo. Sono ruoli doppi che danno dei vantaggi, un grande vantaggio, magari ci fosse in tutta la squadra come ce l’abbiamo lì o in attacco tra Osimhen, Mertens, Petagna, Insigne, Lozano, Politano, Ounas”. Rispetto ma non paura contro il Torino di Juric: “Le partite si preparano sempre allo stesso modo, sono tutte importanti, tutte hanno 3 punti in palio. Ma si vedono i dettagli di chi affrontiamo, che comportamenti usano, le loro caratteristiche e noi sappiamo il nostro percorso. Abbiamo iniziato parlando chiaramente della nostra ambizione, vivere senza scopo è già raggiunto, noi vogliamo avere uno scopo per allenarci e giocare in modo corretto, facendo fatica e sudando, lo si fa per un risultato. Non mi basta una vita facile, voglio metterci qualcosa di mio. Poi è chiaro che il Torino ha una storia di squadra che lotta, tosta, ogni volta ho sempre avuto difficoltà, ti dà battaglia, ora con Juric ancora di più perché è uno che sa fare il suo lavoro, ha il suo credo, prende calciatori con quella caratteristica che vuole, nell’analisi di questa gara non troverei giustificazioni al fatto che abbiamo lottato meno di loro per la nostra classifica, il nostro pubblico, l’amore che ci circonda, questo mi dispiacerebbe”. Sui prossimi obiettivi e sulla possibilità di fare la storia, Spalletti chiede ancora tempo: “Si potrà dire alla fine, vedremo cosa affronteremo, si parla spesso di gennaio e della Coppa d’Africa, future problematiche, momenti reali che dovremo affrontare e che ci capiteranno. Di strada ce n’è molta da fare. Anche uno dei più grandi dirigenti che abbiamo in Italia, Marotta, ha detto che ci sono squadre di una tradizione ed una mentalità vincente che lo preoccupano di più per la sua squadra rispetto al Napoli. L’avevo già detto altre volte, ci saranno difficoltà reali, è un po’ presto per scomodare personaggi che sono passati di qui ed hanno lasciato un segno indelebile per fare paragoni con noi fino a questo momento. Noi dobbiamo continuare così, mettendo tutte le qualità che ci vogliono e quella disponibilità ed ambizione della nostra città”. Su Koulibaly e i cori razzisti di Firenze: “Sta benissimo, è una roba bellissima quando lo incontro, mi fa star bene e credo faccia lo stesso anche con i compagni. L’episodio di Firenze? Ci sono anche molti che ragionano in modo giusto e condanno quei gesti negli stadi, mi sono permesso di dirgli che quando la gente si comporta così allora facciamogli una foto, tanto ormai si fanno foto ovunque. Anche lui può farsi prestare un telefono, fingendo di parlargli si fa una foto e diventa più facile buttarli fuori dagli stadi. Vogliamo tutti diventare altissimi e nerissimi come il watusso Koulibaly, e bellissimo perché è anche bello (ride, ndr)”. Secca anche la risposta sul furto d’auto subito l’altra notte all’esterno dell’Hotel Britannique che ospita ancora Spalletti: “Per gioco ho visto cosa succede in Italia, vengono rubate circa 100mila auto l’anno, 300 al giorno in tutta Italia, non capisco perché si voglia fare una parentesi per Napoli.”

Probabile formazione di domani per il Napoli vede il ritorno di Meret tra i pali, Di Lorenzo e Mario Rui esterni, sempre titolare Rrhamani con Koulibaly per l’infortunio subito alla caviglia in settimana per Manolas, in mediana Anguissa, Fabiàn Ruiz e Zielinski, mentre in attacco insieme a Insigne e Osimhen Politano è in vantaggio su Lozano reduce dalle qualificazioni mondiali in Messico. Juric deve fare a meno ancora di Praet, Verdi e Pjaca, mentre ritrova dopo una lunga assenza Zaza e Belotti. In porta Milinkovic-Savic, difesa a tre che può diventare a cinque con Singo e Ola Aina esterni, linea centrale con Bremer, Rodriguez e Djidji. In mediana regia affidata a Mandragora con Lukic e Pobega interni, mentre in attacco Brekalo in appoggio a Sanabria che si gioca il posto con Belotti.

Fischio di inizio alle ore 18. Arbitra il sig. Sacchi di Macerata.

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