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Poker Roma all’Arechi: devastata la Salernitana

Nella foto: Abraham ha firmato il primo gol italiano (Foto Gino Mancini)

Massimo Ciccognani

SALERNO Pazienza. La Roma ne ha tanta e lo dimostra anche all’Arechi di Salerno dove per quarantacinque minuti prova a forzare la retroguardia di una Salernitana tutta chiusa a riccio nella propria metà campo. Varchi quasi impossibili da trovare. Ma la Roma ha avuto il pregio di non farsi prendere dalla foga del gol, ha aspettato e nella ripresa, oltre a sciorinare bellissimo calcio, ha calato un poker che gli permette di andare alla sosta da prima della classe, sia pur in coabitazione con altre quattro sorelle (Inter, Milan, Lazio e Napoli). Finisce 4-0. Tutto nella ripresa. La sblocca Pellegrini, raddoppia a stretto giro Veretout. Un uno-due che mina le certezze difensive dei granata di casa e permette alla Roma di sfondare senza soluzione di continuità. Abraham firma il primo gol italiano e ancora Pellegrini, con un giro d’orologio la chiude: poker servito. La Roma c’è.

Le scelte dei due tecnici

Nella prima trasferta della stagione, Mourinho non cambia, confermando gli undici che hanno battuto la Fiorentina, con il solo ingresso di Carles Perez che prende il posto dello squalificato Zaniolo. Nella Salernitana, sfortunata all’esordio, e sostenuta dai tredicimila dell’Arechi, ancora panchina per Simy. Castori propone i suoi con il 3-5-1-1, con Belec tra i pali, Aya, Gyomber e Jaroszynski nei tre di difesa. Kechrida e Ruggeri esterni, in mezzo Lassana Coulibaly, Di Tacchio e Obi, l’altro Coulibaly, Mamadou, a sostegno di Bonazzoli. Mourinho resta fedele al suo 4-2-3-1, con Mancini e Ibanez centrali davanti a Rui Patricio, Karsdorp e Vina gli esterni. Cristante e Veretout e fare da cerniera in mezzo, poi Carles Perez, Pellegrini e Mkhitaryan dietro Tammy Abraham.

La Roma domina ma non sfonda

Un primo tempo senza soluzione di continuità, con in campo una sola squadra, la Roma. Che ha attaccato con giudizio al cospetto di una Salernitana tutta racchiusa nella propria metà campo, con dieci giocatori, in fase di non possesso, dietro la linea del pallone con un pressing asfissiante sull’uscita della Roma. Difficile trovare varchi per i giallorossi contro una squadra chiusa a riccio. La Roma ci prova con conclusioni da fuori, con Viña, Belec esce alla disperata su Abraham che in due occasioni prova a farsi sentire. Mancini prova il pallonetto di testa, Perez fa una bella cosa mettendola in mezzo per Abraham che guadagna solo un angolo. Troppo strette le maglie difensive della Salernitana, Abraham scende all’altezza dei centrocampisti per portare fuori zona il suo angelo custode per poi provare una conclusione da fuori, ma l’inglese è poco servito. Zero a zero all’intervallo. Dominare non basta. Serve un cambio di ritmo nella ripresa per scardinare l’ermetica difesa granata.

Pellegrini-Veretout, svolta Roma in quattro minuti

Mourinho la vince nella ripresa, grazie al palleggio che a gioco lungo ha sfiancato i padroni di casa. E alla prima imbucata, è nato il vantaggio. Tre minuti nella ripresa e la Roma passa. Bel filtrante di Viña che imbecca Pellegrini che di prima intenzione buca Belec: 1-0 Roma. Passano quattro minuti e la banda Mourinho raddoppia. Gran triangolazione Abraham-Mkhitaryan che serve un assist al bacio per l’inserimento di Veretout che infila Belec nell’angolino: 2-0 dopo appena sei minuti e Salernitana in ginocchio. Cadono le certezze di Castori. Adesso è la Salernitana a dover cambiare registro. Dentro Simy, ex Crotone, per Lassana Coulibaly.

Primo centro di Abraham

La Roma continua a fare la partita, mentre la Salernitana è costretta a scoprirsi. Veretout sfiora il terzo gol con una girata di prima intenzione che Belec smanaccia in angolo. Abraham si danna, gioca a tutto campo, fa quello che gli chiede Mourinho. Gli manca solo il gol. Che finalmente arriva a venti dalla fine. Carles Perez lo serve al limite dell’area e l’inglese non ci pensa un attimo calciando di prima intenzione. Traiettoria impossibile, quasi disegnare un arco che si infila all’angolino. E l’inglese esulta proprio sotto lo spicchio di curva riservata ai tifosi della Roma: 3-0 e partita chiusa. Fuori Obi e Kechirda nella Salernitana per far posto a Capezzi e Zortea, mentre Mourinho ha richiamato Perez per inserire Shomurodov e provarlo insieme ad Abraham.

Gioiello di Pellegrini per il poker

Quando Mourinho dice che se ne aveva tre di Pellegrini, li avrebbe fatti giocare tutti e tre, parla di vangelo calcistico. Devastante il capitano che interpreta forse la miglior partita di una stagione appena iniziata. Fa tutto, e bene, in tutte le posizioni, anche là davanti dove sa sempre cosa fare. E bene. Palla al piede è imprendibile, il suo tocco è vellutato. E tocca a lui firmare il poker a dieci dalla fine con un tito a giro dal limite che lascia impietrito Belec. Quarantacinque minuti d’attesa, di pazienza poi, la Roma è esplosa. E ha vinto anzi, stravinto. Un poker servito che permette a Mourinho di continuare a lavorare serenamente. Per ora lassù, dove tutto è più bello, c’è anche la sua Roma.

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