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Cechia ko, la Danimarca può sognare il bis del ’92

Robert Vignola

La Danimarca va fino a Baku per staccare il suo biglietto per le semifinali. Lo porta con sé fuori dal campo al termine di una battaglia vera con la Repubblica Ceca. Partita maschia ma corretta, quasi d’altri tempi, conclusa tra infortunati e giocatori che escano bendati.

I vichinghi esultano già dopo pochi giri di lancette: è il 5′ quando Delaney si libera dalle marcature in area e infila di testa. Schick prova a rendersi pericoloso ma i cechi sono in bambola e Damsgaard tenta il colpaccio: su lancio di Hoibjerg pallonetto in uscita su Vaclik, che però spegne la traiettoria e la difesa libera. Le squadre alzano i giri: Sevcik e Soucek da una parte, Delaney dall’altra provano la via del gol senza successo. Ci va vicino Holes, servito da Masopust dopo uno svarione di Schmeichel, che però rimedia in uscita quasi disperata. La Danimarca reagisce la reazione e dopo una sortita di Damasgaard trova la via del raddoppio: traversone al bacio di Maehle e Dolberg si fa trovare prontissimo alla deviazione di prima intenzione.

Ripresa ed è subito Schick, che riapre il match capitalizzando il traversone in area Coufal. Il campo azero diventa una tonnara, con gli allenatori che cambiano i giocatori messi più ai margini da ritmi o esigenze tattiche. Poulsen appena entrato cerca di dare un’impronta al match, ma anche Jankto sbaglia un’occasione da buona posizione. Ultimi dieci minuti: Maehle entra in area e sbatte sul portiere avversario con Paulsen libero in area, la Repubblica Ceca dà vita ad un forcing generoso ma sterile e finisce perciò così. La Danimarca orfana di Eriksen è però in semifinale, con Schmeichel che ora può sognare davvero il bis dello storico successo europeo del papà Peter nel 1992.

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