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Benevento-Cagliari vale la salvezza: chi si ferma è perduto

Nella foto: Filippo Inzaghi allenatore del Benevento (Foto Gino Mancini)

Domani al Vigorito la partita che vale una fetta di salvezza. C’è Benevento-Napoli. Benevento al terz’ultimo posto con 31 punti, Cagliari un punto sopra. Va da sè l’importanza della posta in palio. E’ chiaro che si ferma è perduto.

QUI BENEVENTO Inzaghi carica i suoi. Sa che solo la vittoria può servire ai suoi nella corsa salvezza. “Abbiamo preparato benissimo la partita, siamo consapevoli che la posta in palio è alta e che siamo forti. Ora il campo darà le risposte che cerchiamo. Quanto alla formazione ci sono un po’ di dubbi legati anche alla condizione fisica dei singoli. Tuia, degli acciaccati, è quello che sta meglio. Chi non dà garanzie andrà in tribuna, non possiamo correre rischi. E’ una gara importante, possiamo giocarcela con chiunque e i 31 punti non ce li ha regalati nessuno. Ho un gruppo di uomini veri, che ha chiesto di andare in ritiro con un giorno d’anticipo in virtù di un senso d’appartenenza incredibile. Dopo un girone d’andata così importante forse qualcuno si era illuso, ora siamo tornati in una dimensione più “normale” e la tifoseria ha avuto la maturità di capire il momento e di spingerci, seppur a distanza. Vogliamo salvaguardare la categoria in ogni modo. Il Cagliari? Stima e rispetto, ma non guardiamo gli avversari. Li abbiamo già battuti all’andata, sono sicuro che questi ragazzi daranno il 120% uscendo dal campo a testa altissima. Di solito se hai questo atteggiamento positivo e propositivo i risultati arrivano, ho un gruppo di guerrieri. Che poi il Cagliari abbia una rosa che non vale questa classifica siamo tutti d’accordo”.

Nella foto: Leonardo Semplici (Foto Gino Mancini)

QUI CAGLIARI Nelle ultime cinque gare di campionato il Cagliari ha messo a referto dieci punti. Una riprova, questa, del deciso cambio di marcia della formazione di Leonardo Semplici. Domani per gli isolani c’è l’importantissimo scontro in chiave salvezza contro il Benevento. Alla vigilia ha preso la parola il tecnico toscano per parlare delle motivazioni alla base della risalita della sua squadra: “Cosa ha permesso la svolta? Assolutamente l’aspetto caratteriale, dato che le qualità le abbiamo sempre avute. Avevamo iniziato bene da quando sono arrivato io, poi abbiamo fatto un passo indietro con Spezia e Verona. Lì si è capito che bisognava dare qualcosa in più per raggiungere l’obiettivo salvezza: a Napoli ho visto uno spirito nuovo, che è quello che può permettere di salvarci. L’errore sarebbe proprio provare a gestire. Non dobbiamo pensare troppo, andiamo a Benevento con la nostra solita umiltà ma per fare una gara di coraggio: vogliamo tornare a casa con una vittoria, il resto non conta. Il futuro è nelle nostre mani”.

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