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Dopo Klopp anche Guardiola contro la Super League

La Super League perde i pezzi, o meglio, alcuni dei protagonisti. La Premier è in fermento, così dopo  Jurgen Klopp, manager del Liverpool, anche Pep Guardiola del Manchester City prende posizione contro la Superlega, e di conseguenza contro lo stesso City che ha aderito al progetto. “È un embrione che non sta ancora respirando, questa è la realtà dei fatti a oggi. Giocheremo in Champions League la prossima realtà e proveremo ad andare in finale, poi l’anno prossimo giocheremo nelle competizioni europee perché lo meritiamo e ce lo siamo conquistato sul campo. I calciatori ora devono pensare all’Aston Villa. Come dicono tutti gli allenatori, noi facciamo il nostro lavoro. Le persone che ne hanno il dovere devono fare chiarezza, ne hanno l’obbligo e il dovere il prima possibile, per chiarire le decisioni che hanno preso. Perché l’Ajax ha vinto quattro o cinque Champions e non ci sarà? Devono spiegarlo. Ogni club difende la sua posizione. Non si tratta di cinismo, ognuno pensa ai suoi interessi. Lo fa la Premier e lo fa la UEFA. Anche l’UEFA ha sbagliato, devono comunicare meglio e prima. Devono chiarire e dare tutte le informazioni che servono. Oggi come oggi, io non ho tutte le informazioni. Sono argomenti di cui deve parlare il presidente. Posso darvi la mia opinione su quello che so, anche se vorrei che la dirigenza spiegasse le sue ragioni. Supporto il mio club, conosco le persone e faccio parte della società ma ho anche una mia opinione. Tutti noi allenatori delle top Six siamo in una posizione scomoda. Abbiamo letto il comunicato ma nessuno parla chiaramente. Per me posso dire che non è sport se non c’è relazione tra gli sforzi fatti e i successi”.

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