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Supercoppa Italiana alla Juve: Ronaldo e Morata stendono il Napoli

Nella foto: Cristiano Ronaldo (Foto Gino Mancini)

Massimo Ciccognani

REGGIO EMILIA Difficile ricordare una Supercoppa Italiana più brutta di quella di ieri sera al Mapei tra Juve e Napoli. La vince la Juve con un gol del solito Cristiano Ronaldo e nel finale il sigillo di Morata per il 2-0 che permette ai bianconeri di mettere in bacheca un altro trofeo, ma non cancellare le amnesie di questo periodo. Mastica amaro il Napoli che non l’ha preparata bene, giocandola ad andamento lento e sprecando un’occasione più unica che rara con un calcio di rigore che Insigne spedisce maldestramente sul fondo, facendo tramontare in un misero amen le speranze azzurre di rimettersi in gioco.

Le scelte dei due tecnici L’ultimo tampone regala a Pirlo Cuadrado che torna subito titolare. Davto il tecnico sceglie Kulusevski al fianco di Cristiano Ronaldo. Nei primi undici c’è anche McKennie. Solito 3-5-2 per Pirlo: tra i pali Szczesny, quindi Bonucci, Chiellini e Danilo nella linea difensiva. Cuadrado e Chiesa gli esterni di centrocampo, Bentancur, Arthur e McKennie in mezzo e, cpme detto Kulusevski e Ronaldo di punta. Nel Napoli Petagna c’è ed è la punta di riferimento nel 4-2-3-1 di Gattuso. In mezzo Demme con Bakayoko. Tra i pali c’è Ospina, quindi Di Lorenzo, Manolas,   Koulibaly e Mario Rui dietro, Bakayoko e Demme cerniera davanti alla difesa,  Lozano, Zielinski e Insignea ridosso di Petagna. L’arbitro è Doveri di Roma: con lui gli assistenti Bindoni e Del Giovane, quarto uomo Mariani, Di Bello e Paganessi al Var.

Primo tempo al di là della noia Ritmi blandi e squadre coperte. La Juve sembra non aver smaltito i postumi della sbornia di San Siro. Chiellini, alla terza consecutiva da titolare, regala qualche certezza in più alla difesa, Cuadrado nonostante il Covd non ha perso lo smalto e Ronaldo vorrebbe fare ma non è sempre assistito. Di contro il Napoli difende non benissimo e fatica in fase di rilancio dell’azione e fatica ad imporre il proprio gioco. Bakayoko è troppo lento e pewrmette alla Juve di riposizionarsi, quando servirebbe più brio in controgioco. Gli Azzurri comunque ci provano, prima con Manolas con il greco che colpisce di testa e palla alta sulla trasversale. Davanti Lozano è ispirato e Insigne cerca lo sprint lo giusto, ma è in mezzo che il Napoli non trova il corridoio giusto, con la Juve che va inaffanno per la poca consistenza di Arthur. Ma il Napoli non ne approfotta, mentre McKennie crea non pochi problemi alla retroguardia azzurra. L’occasione più ghiotta capita sulla testa di Lozano che anticipa Danilo. Szcezesny c’è. La Juve non si accende, con l’unica occasione che capita sul piede di Ronaldo che siu libera bene e a giro dalla sinistra la manda dio poco fuori. Napoli che si distende meglio, ma la gara è assai tattica e non decolla. C’è intensità, ma i ritmi restano tropo blandi. 

Un’ora di nulla Pirlo cambia all’intervallo, dentro Bernadeschi per Chiesa che avverte un dolorte alla caviglia, ma il tema tattico resta invariato. La Juve parte fortre a inizio ripresa, prova do a sorprendere il Napoli. E per poco non ci riusciva proprio con il neo enrato che però impatta male il pallone sul centro di McKennie. Poi Manolas si addormenta su un lancio in profondità di Arthur, Ronaldo ci crede e si inseriace tra il greno e Ospina, tocca per primo il pallone che va fuori, ma per rischio per il Napoli, com Ospina che rimane dolorante a terra. La Supercoppa nn decolla, Napoli troppo lento in ripartenza, Juve che gioca troppo in orizzonale. 

Ci pensa Cristiano La Juve aumenta la pressione e per poco Manolas non combina la frittata, deviando quasi nella propria porta un cross di Roaldo nel tentativo di anticipare McKennie.  Palla che esce di poco. E dall’angolo, arriva il vantaggio dopo 64 minuti. Lo firma Cristiano Ronaldo: angolo di Bernardeschi, Bakayoko la colpisce che peggio nin si potrebbe, palla che arriva al portoghese che di destro la mete alle spalle di Ospina: 1-0 Juve. Gattuso cambia, fuori l’evanescente Bakayoko, dentro Elmas, menre la Juve prende campo col Napoli che si rifugia in angolo. La Juve spinge, Napoli in affanno. Fuori Petagna che la palla non l’ha mai vista, dentro Mertens. 

Spreca tutto Insigne Ed è proprio l’ultimo arrivato che prova a rianimare il Napoli. Fugge bene a McKennie che lo colpisce da dietro. Valeri viene richiamato dal Var e indica il dischetto. E’ l’occasione che gli azzurri cercavano, ma Insigne calcia male, palla fuori e occasionissima persa. Doppio cambio per entrambi. Pirlo richiama Kulusevski e Bentancur per fare posto a Morata e Rabiot, mentre Gattuso toglie dalla mischia Mario Rui e Demme, dentro Politasno Llorente, giocando il tutto per tutto negli ultimi spiccioli di partita. Cinque di recupero, con il Napoli che tenta l’ultimo disperato assalto. Ma la Juve regge, il Napoli si scopre e al tramonto del match incassa il contropiede che vale il raddoppio di Alvaro Morata e si porta a casa la coppa.

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