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Europa League, Roma nella tana del Basaksehir. Fonseca: “Poche parole, pensiamo solo a vincere”

Massimo Ciccognani

ISTANBUL Il passato non conta, se non a far aumentare il rimpianto per quel che poteva essere e non è stato. Ecco perché Paulo Fonseca preferisce guardare avanti, al prossimo avversario, l’Istanbul Basaksehir, al quale i giallorossi chiedono strada per riprendere il cammino verso i sedicesimi di Europa League. Partita complicata, per l’avversario, ma soprattutto per l’ambiente. Ma la Roma è qui con un solo obiettivo. “Noi giochiamo sempre vincere, domani faremo lo stesso per vincere questa partita che è difficile perché il Basaksehir è in un grande momento, è una squadra esperta che gioca bene. Sappiamo che è una partita importante per loro ma devo dire che noi vogliamo vincere”.

C’è Under, turco, che smania dalla voglia di giocare davanti ai suoi ex tifosi, ma l’emozione potrebbe frenarlo. “Quando devo decidere la squadra non penso a tali questioni. Lui e Cetin (anch’egli turco), sono due giocatori con un grande futuro, crediamo molto in loro. Çetin è arrivato quest’anno, Ünder già si è ambientato con il calcio italiano e ha ancora molto da migliorare, sono entrambi giovani e hanno un grande futuro, ma debbono ancora imparare tante cose”.

Fonseca invece pensa agli undici da mandare in campo visto che le defezioni non mancano. “In questo momento abbiamo solo Pastore e Florenzi infortunati. Pellegrini, Mkhitaryan e Kalinic sono pronti per giocare, non per tutta la partita ma sono pronti. Pellegrini è pronto per giocare sempre. Fuzato e non Jesus? In Europa non si possono utilizzare tutti i giocatori, ne vanno 7 in panchina. Abbiamo messo dentro Fuzato perché Mirante è infortunato. Adesso non devo pensare al passato ma pensare a domani, noi vogliamo giocare per vincere perché è una partita importante per noi”.

Tante voci sul futuro societario della Roma, Fonseca taglia corto. “Il mio rapporto con Pallotta? Noi parliamo molte volte, lo sento sempre presente con la squadra, parliamo sempre di tutti. Io sono solo l’allenatore, quando parlo con Pallotta parlo solo di calcio”.

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