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Barcellona, poker al Napoli: ma i primi due gol erano irregolari

Francesco Raiola 

Il trofeo “Liga-SerieA” va al Barcellona che dopo il 2-1 di Miami travolge il Napoli a Detroit. Leggi il finale, 4-0 e pensi alla disfatta azzurra. Niente di più falso perché se è vero che i blaugrana hanno giocato meglio (ma non dimentichiamo che tra sette giorni iniziano il campionato), è altrettanto vero che per prendere i volo hanno avuto bisogno di due gentilissimi omaggi del direttore di gara che ha convalidato due gol in evidente posizione di offside. Un Napoli bravo a tenere sulla pressione blaugrana nel primo tempo per poi crollare a inizio ripresa dopo l’uno-due blaugrana maturato, come detto, con due gol che il Vari non avrebbe mai convalidato e sprecando due clamorose occasioni con Fabian Ruiz e Callejon che avrebbero potuto cambiare il corso della partita. E sul 2-0 è stato fin troppo facile per gli uomini di Valverde dominare la scena. La migliore preparazione ha fatto il resto,. Il Napoli ha accusato i  carichi di lavoro che si sono fatti sentire pesantemente. A decidere la sfida di Detroit i gol di Suarez (doppietta per lui), Griezmann e Dembelè, ovvero tutto il tridente offensivo blaugrana.

Le scelte Ancelotti è costretto prima di cominciare a rimescolare le carte, fuori Milik per un affaticamento, dentro Callejon. E’ 4-2-3-1 per il tecnico Azzurro, con Meret tra i pali, Hysaj, Manolas, Chiriches, Ghoulam nei quattro dietro, Allan ed Elmas a fare da cerniera, Callejon, Fabian Ruiz e Verdi alle spalle di Mertens falso nueve. Solito 4-3-3 per Valverde. Nel Barcellona non c’è Messi ma davanti presenta una batteria da paura: Dembelé, Suarez, Griezmann. Tra i pali c’è ter Stegen, Semedo, Piqué, Lenglet e Jordi Alba nei quattro di difesa, in mezzo Sergi Roberto, de Jong e Alena.

Subito Barça Partono meglio gli spagnoli. Più tonici e fisicamente meglio del Napoli che paga i carichi di lavoro degli ultimi giorni. Barcellona più avanti visto che tra una settimana sarà già in campo per la prima della Liga. Pressing alto dei blaugrana e Napoli in difficoltà. Ci pensano Meret e un sontuoso Manolas a togliere le castagne dal fuoco ad Ancelotti. Griezmann spreca una palla d’oro dopo una percussisone di Suarez sulla sinistra. Lungo giropalla del Barcellona che tiene il pallino del gioco con la sua grande qualità di palleggio con il Napoli in difficoltà sulla costruzione bassa contro il pressing molto aggressivo dei blaugrana. Allan mura Dembelè a due passi dalla porta e il Napoli soffre non riuscendo a ripartire con i tempi giusti. Gli Azzurri fatica ad uscire ma nel finale hanno la ghiotta palla del vantaggio: Verdi la mette in mezzo, sul secondo palo è tutto solo Fabian, che può battere a rete comodamente, ma impatta male col pallone. Primo tempo tutto blaugrana. Manovra avvolgente e asfissiante, pressing alto a togliere il respiro agli azzurri che solo saltuariamente riesco a ripartire. Nel Napoli si avverte la mancanza di un ariete a centro area su cui appoggiarsi per salire, a tratti fuori dal gioco Elmas schierato a sinistra da falso esterno per lasciare la mediana a Allan e Fabian. Bene, come detto, l’ex romanista Kostas Manolas, decisivo in un paio di occasioni.

Subito Suarez Imponente i movimenti della premiata ditta Suarez-Dembelé che nel primo tempo manda in affanno la retroguarduia azzurra. Ma il Pistolero, dopo essersi visto ribattere due conclusioni velenose nel primo tempo, colpisce subito alla prima occasione nella ripresa.  Griezmann e Suarez si intendono a meraviglia, combinazione volante tra i due col francese che parte da posizione alquanto dubbia e solo davanti a Meret si fa ipnotizzare dal portiere azzurro che può nulla sul tap in di Suarez che è il primo ad avventarsi sul pallone e mettere dentro: 1-0 Barcellona. Si scuote il Napoli, ma Callejon sbaglia l’appoggio in area dove c’erano tre azzurri liberi di battere a rete. Il Napoli prova ad alzare il baricentro mentre il Barcellona  invita gli azzurri ad uscire per provare il controgioco.  Il tiki taka blaugrana manda in affano il Napoli che si scopre: Alena vede un corridoio per Jordi Alba, che parte in posizione dubbia. Cross basso del terzino, per Griezmann è un gioco da ragazzi spingere in fondo al sacco: 2-0 in un battito di ciglia.

Colpo mortale Il Napoli accusa l’uno-due balugrana e finisce per incassare a stretto giro anche il terzo gol. Veloce ripartenza del Barça, Dembelé va via sull’esterno, bravo col contagiri a rimetterla in mezzo per Suarez che arriva a rimorchio, conclusione a giro di prima intenzione e Meret è battuto ancora: 3-0 e doppietta per il Pistolero. Tutto troppo facile per il Barcellona, Napoli sparito, ma quei due gol iniziali avrebbero tagliato le gambe a chiunque. E’ l’ora dei cambi: dentro Mario Rui e Di Lorenzo, fuori Ghoulam  e Hysaj. Devastante l’avvio di ripresa degli uomini di Valverde, e due gol nel giro di due minuti, un pugno in faccia per un Napoli che non riesce a reagire.  E il Barcellona dilaga e cala il poker. Lo firma Dembelè, Napoli sulle gambe. Fuori Verde dentro gaetano, mentre nel Barcellona fuori Griezmann, Semedo, Aleñá, Piqué e Luis Suárez fuori, dentro Arthur, Arturo Vidal, Rafinha, Coutinho e Umtiti, poi fuori anche Dembelé che lascia il posto ad Abel Ruiz. Ormai solo accademia per i campioni di Spagna. Non c’è più partita. E finisce qui, con la vittoria blaugrana e con tanti rimpianti azzurri, per le occasioni divorate sullo 0-0 e per i primi due gol degli uomini di Valverde in chiaro fuorigioco. Ancelotti mastica amaro perché perdere non piace a nessuno. Qualcosa negli azzurri, dopo la bella prova di Miami, è venuta meno. Ma è ancora calcio d’agosto e se pure c’era il palio un piccolo trofeo, non c’è da fare drammi. Il Barcellona ha dominato sul piano del gioco e di una rosa decisamente migliore. Il recupero di Koulibaly e quello di Milik, oltre agli innesti promessi, ed una migliore condizione, può permettere al Napoli di crescere.

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