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Roma nuda, senza gioco e idee: la Spal vince e ringrazia

16.3.2019 GINOMANCINI :: Spal vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: ROMA DELUSIONE (Foto Gino Mancini)

Massimo Ciccognani

FERRARA La prima buccia di banana, la Roma ci cade. E ripiomba nelle viscere dell’inferno. A Ferrara finisce come all’andata, ovvero con la meritata vittoria della Spal che punisce una Roma leziosa e senza idee, che avrà pure messo in campo un po’ di buona volontà ma che non poteva bastare contro una Soal che invece ha giocato da squadra, cercato e ottenuto una vittoria preziosissima.  Finisce 2-1: vantaggio spallino con Fares, nella ripresa il pari di Perotti su calcio di rigore e gol partita di Petagna sempre dagli undici metri. Molto discutibile. Meglio la Spal, in tutto, in qualità, temperamento, voglia di vincere. Quella che è mancata ad una Roma senza idee, sulle gambe, incapace di imprimere alla gara il timbro giusto. Tre punti d’oro per la Spal, altra paurosa frenata per la Roma in chiave Champions.

Si cambia Qualche sorpresa nelle formazioni. Nella Spal, Semplici (3-5-2) ritrova in extremis Lazzari  che giocherà esterno di centrocampo a sinistra con dalla parte opposta Kurtic, mentre in mezzo agiranno Missiroli,  Murgia e Fares alle spalle di Petagna e Antenucci. Difesa a tre con Cionek, Vicari Bonifazi davanti a Viviano. Nella Roma Ranieri si affida ad un 4-4-2 molto spregiudicato. Non c’è Zaniolo, al suo posto Kluivert, a destra, con El Shaarawy dalla parte opposta, Nzonzi e Cristante a ridosso dei due attaccanti Dzeko e Schick. Dietro confermati i quattro con Fazio e Marcano davanti a Olsen, Karsdorp a destra e Jesus a sinistra.

Subito Spal Lazzari, in dubbio fino al via, spinge con continuità a destra e stessa fa fa Kurtic dalla parte opposta costringendo Jesus e soprattutto Kluivert ad arrotare i bulloni. Parte decisa la Spal, con la Roma che però fa fatica ad impostare affidandosi al controgioco ma senza qualità. Lazzari è una scheggia impazzita e dal suo piede nasce il vantaggio spallino. Centro al bacio per Fares che si beve Karsdorp che neppure prova a saltare e di testa il numero 93 la mette dentro: 1-0 per i padroni di casa, ma Roma incapace di difendere e prendere gol a difesa schierata. Kurtic sfiora il palo alla sinistra di Olsen, Spal decisamente meglio. Nzonzi in mezzo è di una lentezza disarmante. Ci prova Cristante, rimpallata la sua conclusione, mentre dalla parte opposta Lazzari fa impazzire Jesus che fatica a tenerlo. Kluivert non sfonda e perde sempre un tempo di gioco, ci prova Dzeko, Viviano c’è. El Shaarawy si libera bene poi si decentra, palla sul fondo, poi ancora Lazzari a spaventare Olsen con un diagonale fuori di un nulla. La Roma prova a decollare, ma a volare alto è solo il pallone calciato da Schick che non inquadra la porta. Spal avanti all’intervallo, con Dzeko che prende anche il giallo per un litigio con Antenucci e con i tifosi spallino. Bene la Spal, pratica e concreta. Male la Roma, molle sulle gambe, senza un briciolo di identità e capace di prendere gol anche a difesa schierata con un Karsdorp impalpabile e incapace a difendere.

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Ranieri mette le ali Cambia subito il tecnico romanista ad inizio ripresa per dare la scossa. Dentro Zaniolo e Perotti per El Shaarawy e Kluivert, con il tecnico che cambia entrambi gli esterni d’attacco. Dzeko perde un tempo di gioco e la possibilità di far subito male. Pressione Roma, scappa Zaniolo che si inserisce coi tempi giusti e la mette in profondità per Dzeko, trattenuto per la maglia, finisce a terra. Rigore: Perotti, con freddezza spiazza Viviano e rimette la Roma in partita: 1-1 dopo 8 minuti. Entusiasmo giallorosso che dura un nulla perché su una percussione di Fares che taglia per Petagna, Jesus lo contrasta. Per Rocchi è rigore anche dopo l’assistenza Var, ma qualche dubbio rimane. La battuta è di Petagna che non lascia scampo a Olsen che intuisce ma non ci arriva: Spal di nuovo avanti. Tutto da rifare per la Roma con mezz’ora ancora da giocare, ma il contraccolpo è forte per una squadra malaticcia, che aveva ripreso conoscenza dopo il gol di Perotti, ma ripiombata nel buio a stretto giro. Spinge la Roma, più con i nervi che con le idee. Zaniolo va su tutte le palle, ma i giallorossi sono sbilanciati e rischiano nel controgioco spallino. Dzeko in area si fa valere, sfugge in mezzo a tre, ci pensa Viviano a chiudergli lo specchio della porta. Roma da qualche minutio 4-2-4, sbilanciatissima, ma a quindici dalla fine c’è poco da difendere. Dentro Regini per Vicari nella Spal, Semplici si copre, mentre nella Roma è pronto Santon.

Finale elettrico Cionek scheggia la traversa poi, gli ultimi cambi. Fuori Karsdorp a vantaggio dell’Inter,  menre nella Spal esce Kurtic ed entra Schiattarella. La Roma annaspa alla ricerca di idee che nessuno sembra avere escluse le intuizioni di Zaniolo. Fuori Murgia, dentro Simic. Praticamente tra cambi e crampi, non si gioca più. Dzeko si divora in pieno recupero il possibile 2-2 e giustamente finisce 2-1, con la vittoria meritata di una Spal che l’ha cercata, voluta e ottenuta. Per la Roma poco o nulla. E la zona Champions è sempre più lontana. Ma soprattutto, quella è lontana, è proprio la Roma. Come se la spina non fosse stata inserita nella presa della corrente. Un altro black out, con Inter e Milan che domani si affrontano nel derby e rischiano di prendere il largo. Ma a preoccupare è la Roma, intorpidita e senza idee. Le assenze pesano, ma forse bastava poco per rivedere la luce. Che si è spenta di nuovo.

Involuzione Male Karsdorp, come altrettanto male la coppia Schick-Dzeko che aveva il dovere di aggredire palla a terra la profondità e fare meglio. Malissimo Kluivert ed El Shaarawy, meglio Zaniolo, decisamente, e lo stesso Perotti, che quanto meno hanno dato lo sprint che serviva. Ma se non giochi di squadra, non vai affatto lontano. La Spal se ne è accorta. E ringrazia.

Spal-Roma 2-1 (fotoservizio Gino Mancini)

Olsen sventa una minaccia spallina
Ranieri cerca di rimettere ordine nella sua Roma
Dzeko troppo nervoso
Incredulo il vice presidente Baldissoni
Anche Totti scuro in volto
Il settore occupato dai tifosi romanisti….
…e il ricordo di Giuliano Taccola
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